mercoledì 19 dicembre 2007

XIX ed. Premio Marketing SIM - CASO RAI

Di seguito un estratto (3.2. il brand del palinsesto) del piano di marketing per il lancio di un canale televisivo digitale RAI finalizzato a promuovere il sistema Italia negli USA.


RAI 4U è il nuovo canale italiano Made in Italy in America, fatto apposta per gli americani.
La scelta di mantenere nel nome del nuovo brand la sigla RAI deriva dalla prassi dell’azienda stessa, che prevede il mantenimento del nome dell'azienda in tutti i diversi brand dei vari canali RAI; una scelta volta al rafforzamento dell'immagine dell'azienda quale portavoce del sistema Paese italiano, un'identità territoriale e di marca che, in ultima analisi, si pone come vero comune denominatore della variegata offerta RAI.
Accanto al richiamo aziendale, si trova l’elemento di novità caratterizzante il nuovo canale: “4U”; la dicitura, tipicamente americana, si presta ad una doppia e non casuale interpretazione: da un lato abbreviazione di uso comune di “for you” (“per te”), il ché sottolinea il carattere fortemente personalizzato e familiare del canale, dall'altro lato sintesi di “for USA” e cioè il canale RAI per gli Stati Uniti.
Il font utilizzato per la scritta RAI ricalca lo stile tipico dei canali a trasmissione terrestre, analogica o digitale, diverso da quello usato per i canali satellitari così da mantenere una linea comune tra i diversi Paesi in relazione al tipo di trasmissione adoperata.
Il font utilizzato invece per la diciture “4U”, al fine di rafforzare il senso di familiarità del canale, è in stile “a mano” quasi scarabocchiato.
Le due scritte sovrapposte sono racchiuse in un riquadro a sfondo bianco che rende il tutto più compatto ed adattabile alle diverse esigenze espressive, semplice ed efficace sia a colori sia in bianco e nero; i colori infine sono quelli della bandiera italiana: bianco, rosso e verde.
Un brand semplice ma incisivo, che racchiude in sé, anche attraverso la veste grafica, i valori e i contenuti propri del palinsesto.

Edizione 2008 - Il caso WIND

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