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domenica 11 settembre 2016

Essere mamma vuol dire... ecommerce

Oltre 1 anno di silenzio per un blog è morte celebrale, a mia discolpa ho che nel frattempo ho avuto un piccolo impegno di nome Marta...

Non che in questi mesi non siano mancati gli spunti di riflessione, anzi! La maternità mi ha aperto nuove prospettive e nuove consapevolezze di marketing ed è proprio da qui che vorrei ripartire: mamme e web, propensione all'acquisto on line e comportamenti d'acquisto.

Sintetizzando bastano 3 parole chiave: notte, impulso, mobile.


Notte perché mediamente se sei mamma di neonato la notte non dormi o ti svegli almeno ogni 3 ore e, che sia tetta che sia biberon, la poppata è interminabile. Inevitabile nella penombra della camera ricorrere al mobile per passare il tempo.
Ecco l'altra parola chiave: mobile. Non solo perché di notte è la prima cosa che ti capita sotto mano, ma anche di giorno perché è lo strumento più agevole per rimanere connessa al mondo se hai libera solo una mano e forse neanche quella mentre tieni in braccio il tuo bebè.
Infine impulso, perché dopo che hai controllato e ricontrollato la posta e i social network, dopo che hai risposto a tutte le chat attive su whatsapp, dopo che hai fatto qualche giro su internet... quello che rimane è darsi allo shopping!  

Si inizia con qualcosa di utile e imprescindibile come gli stickers per decorare la cameretta o il set completo di ciucci e tettarelle da 0 a 12 mesi, poi diventa un abitudine e allora scarichi quelle 3 o 4 (5, 6, ...) applicazioni di eshop che coprono i bisogni quotidiani di tutta la famiglia (Amazon in primis), fino ad arrivare al puro acquisto di impulso per cui non puoi perdere l'occasione dello sconto "A Te riservato" "Solo per Te" anche se questo significa acquistare scarpe di una taglia in più o in meno consapevole che non è la tua taglia o acquistare le formine per i ghiaccioli a dicembre perchè prima o poi arriverà l'estate.

Da operatrice del settore, persona che opera di solito nel dietro le quinte del web marketing e che ha sempre snobbato gli acquisti poco ponderati, è stata una sorpresa disarmante rendermi conto che in qualità di mamma (in particolare neomamma) sono inerme di fronte agli impulsi provenienti dal web, cliccare sui banner pubblicitari consapevole che fosse remarketing, ma  felice di lasciarmi sorprendere dalla "casualità" con cui il mio amico Google mi propone proprio quello di cui ho bisogno.

Il mio è una appello alle aziende che si rivolgono al target mamme: se ancora non lo avete capito, il mobile e l'ecommece sono il vostro futuro, anzi un presente imprescindibile, ma per favore non approfittate della nostra dipendenza da shopping on line o almeno se lo fate fatelo con stile!

Ora mi sono disintossicata, ho disinstallato quasi tutte le applicazioni di ecommerce dal cellulare e altri dispositivi e per ora la mia dipendenza da eshop è sotto controllo. Per ora le mie finanze sono salve... almeno fino al prossimo figlio ;-)

sabato 5 novembre 2011

Anche la moda diventa social

Un mondo notoriamente chiuso in se stesso, che aveva sempre guardato con distacco e snobismo chiunque fosse outsider, ha dovuto abbassare il suo sprezzante sguardo, carico di giudizio, e abbandonare tutte le espressioni di autocompiacimento.


Continua su Come i social media hanno cambiato le logiche della moda

domenica 19 giugno 2011

Una lettura interessante

OLTRE IL CRM
La customer experience nell'era digitale. Strategie, best practices, scenari del settore moda e lusso (Campus della Moda e Fashion Innovation)
A cura di Michela Ornati
in collaborazione con Fabio O. Bernardini

Tra i vari contributi, anche il caso Stefanel.

Link utili:
> il blog di Michela Ornati
> intervista su ninjamktg

giovedì 23 settembre 2010

Personal stylist e look advisor

... e vivi l'esperienza dello shopping da vera top model!


Un caso di eccellenza quello di Stefanel, che per celebrare il restyling degli stores in Italia ha deciso di organizzare un fitto calendario di eventi in store ispirati alle logiche del puro marketing esperienziale e volti a rendere il consumatore protagonista della nuova atmosfera Stefanel.

Non ci sono vip, non ci sono requisiti di forma, non ci sono aspettative di vendita immediate... insomma: non c'è trucco e non c'è inganno, è un regalo ai clienti vecchi e nuovi, un momento di puro piacere e intrattenimento destinato al consumatore finale!
Una strategia che certo non nasconde gli intenti di ritorno in termini di immagine, di traffic building in negozio e di vendita nel medio/lungo termine, ma prima di tutto un esperimento di integrazione dell'offerta commerciale con la componente pleasure di un'esperienza da fashion model.
Un progetto di ampie vedute, non privo di un pizzico di azzardo che sicuramente lo renderà ancora più efficace e gradito agli occhi del largo pubblico, complici le prestigiose collaborazioni con partner del calibro di A e Leiweb, 2Night, Zelig, Enzo Miccio e Carla Gozzi.

Il calendario completo è consultabile alla sezione PRESS - NEWS del sito http://www.stefanel.com/main.aspx

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lunedì 21 giugno 2010

Shopping virtuale

La mancanza della cabina di prova risulta essere uno dei principali limiti alla vendita on line di abbigliamento; il camerino valorizza e supporta l'esperienza d'acquisto, ma quali sono le peculiarità e i servizi di valore aggiunto che caratterizzano la presenza della cabina di prova da cui davvero non si può prescindere?
Questo quesito è stato posto alla comunità di Linkedin (164 risposte da giugno 2010) e nella maggior parte dei casi l'importanza della cabina di prova è stata individuata proprio nella possibilità di provare i capi: indossarli, verificare la misura, il taglio, l'indosso e, in ultima analisi, vivere la shopping experience!
Il campione, considerando la ridotta numerosità e la provenienza geografica disomogenea, non è in grado di dare un'indicazione statisticamente rilevante, ma sicuramente dà un'indicazione di tendenza, ancor più interessante se considerata in relazione alla fascia d'età e sesso.


Risulati complessivi


Risultati per sesso


Risultati per età


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venerdì 9 aprile 2010

E-commerce del settore moda

Il settore moda nel 2009 ha generato un giro d'affari on line di oltre 300 mln di euro e nei prossimi 5 anni si stima una crescita del +351%, il settore abbigliamento on line è il primo in termini di crescita rispetto al 2008 (Tab. 1). (1) (2)


Risultati assolutamente interessanti, ancor più se considerati alla luce della particolare contingenza economica e della contrazione del settore moda nel suo complesso.
Ma coma si giustifica il boom delle vendite on line proprio ora? Si sprecano le ricerche a sostegno della validità e potenzialità dell'e-commerce, ma solo ora vediamo una consistente reazione del mercato e un aumento dell'offerta di moda on line.
Le cause di tale crescita, così repentina, sono da ricercarsi nel contesto socio-economico: la crisi economica e la prospettiva di un'alternativa profittevole, la maturità raggiunta dall'e-commerce in termini di utenti e operatori, etc. Ma più di tutto, la propositività degli operatori fashion è stata incentivata dai risultati positivi dei first movers.
Per approfondire e discutere insieme dell'argomento vi invito:
lunedì 12 aprile - ore 11

Università degli Studi di Trieste
Facoltà di Economia

aula B, piano terra

>>> Presentazione PPT


Fonte dati:
(1) Osservatorio Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano, 2009.
(2) Ebay.co.uk, 2009.


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venerdì 15 gennaio 2010

New image STEFANEL

...work in progress...

sabato 7 novembre 2009

VI Convegno Annuale SIM - Società Italiana Marketing

Considerazioni personali di sintesi sui primi risultati delle ricerche presentate nelle sessioni parallele di CONSUMER BEHAVIOUR e COMUNICAZIONE D'IMPRESA.

"Determinanti latenti nell'intenzione d'acquisto dei fashion luxury goods: un'indagine qualitativa di tipo laddering". Gianluigi Guido, Cesare Amatulli. (*)
Acquistiamo il lusso per sentirci più sicuri, sicuri nei confronti degli altri sicuri nei confronti di noi stessi. E' la sicurezza il principale attributo di successo dei prodotti di lusso, sicurezza intesa nel senso di coerenza con sè stessi e con la propria persona.

"L'effetto dell'animosità nei processi di scelta del consumatore italiano - uno studio esplorativo". Angelo Giraldi.
Il concetto di animosità si distingue dal concetto di made in negativo (Country of Origin effect) e da etnocentrismo; l'animosità, infatti, risulta agire direttamente sull'azione d'acquisto e non sul giudizio. Tale precisazione definitoria giustifica l'interesse economico nell'individuare eventuali animosità nazionali e/o locali.

"La comunicazione del Corporate Brand nel contesto dei Social Media". Maria Vernuccio. (**)
L'analisi evidenzia un discreta propensione all'interattività delle grandi aziende, ma attenzione a non riproporre sul web le logiche degli old media. Controllo e scarsa trasparenza non sono le premesse per entrare nella Rete, la comunità virtuale premia la partecipazione di certo non il controllo.

"YouTube come canale di comunicazione: una ricerca empirica sul settore calcio". Francesca Checchinato, Marta Disegna, Paola Gazzola. Università Ca Foscari di Venezia.
Certamente il settore offre particolare partecipazione e maggior facilità nel reperire spunti di riflessione, ma volendo generalizzare e interpretare i risultati della ricerca in senso lato si rileva una considerazione interessante: il rischio di critiche e polemiche non autorizzate, in altri termini la mancanza di controllo da parte dell'impresa, costituisce uno dei principali limiti per le imprese all'utilizzo dei Social Media, ma la capacità dell'impresa di offrire un'alternativa contenutistica coerente e coinvolgente rappresenta un'ottima soluzione.


(*) Campione: 50% donne e 50% uomini, 55% coniugati, 67,5% senza figli, 100% Bari.
(**) Aziende analizzate: 100 Best Global Brands della classifica Interbrand 2009.

venerdì 6 novembre 2009

Fashion Marketing

Il IV Convegno della SIM - Società Italiana Marketing si è aperto con la presentazione dei primi risultati di una ricerca empirica dell'Università di Firenze dal titolo "La relazione tra brand e punto vendita per lo sviluppo di nuovi mercati".
La ricerca presentava i risultati di un'analisi e conseguente classificazione di tutte le informazioni reperibili dal 2004 ad oggi su alcune riviste specializzate del settore moda (Journal du Textile, Fashion, Panbianco Week) relativamente all'apertura di punti vendita all'estero di aziende italiane del settore fashion.
In questa prima fase di presentazione dei risultati, ciò che rileva segnalare a mio avviso è la conferma di un trend già conosciuto e condiviso dagli operatori del settore: negli ultimi anni il settore moda ha visto una costante crescita della rete vendite basata sui monomarca, una crescita che ha interessato la totalità dei così detti mercati maturi per poi trovare nuova linfa nei così detti mercati emergenti. Un trend di crescita costante ed inesorabile che ha alimentato la convinzione dell'assoluta convenienza e validità del monomarca come forma di vendita del settore fashion.
Quello che la ricerca non segnala, per ovvi limiti temporali e organizzativi, ma che sarebbe interessante considerare in questo particolare momento di crisi economica sono le chiusure e tutte le operazioni di rientro che le aziende stanno finalizzando.
La crisi credo abbia impattato in modo permanente sul mercato globale, mettendo in discussione i capisaldi dell'economia e le regole non scritte di ciascun settore di business; urge in tal senso una rivisitazione di tutte le conoscenze consolidate in termini di strategie e di azioni di marketing, riflettendo alla base dei costrutti di marketing fino ad arrivare ad una rielaborazione strutturata e strutturale del pensiero stesso.

Merito dell'uomo accademico è la capacità di razionalizzare e analizzare le situazioni di mercato con occhio attento e sensibile, ma spesso mancando di tempistica e realismo; merito dell'uomo di impresa, invece, la tempestività nel percepire e reagire all'evoluzione del mercato, anche se non sempre con ponderato raziocinio ma sicuramente con grande realismo.

Di seguito alcuni punti chiave del punto di vista delle imprese, sinteticamente tratti e personalmente rielaborati dagli interventi di:

Michele NORSA, AD Salvatore Ferragamo
Claudio ORREA, AD Patrizia Pepe
Stefano SASSI, AD Valentino

I CANALI DI VENDITA. La scelta della distribuzione monomarca e/o multibrand dipende molto dal posizionamento del brand e da eventuali limiti legali o culturali dei Paesi di riferimento. Per i marchi di lusso è assolutamente comprensibile e condivisibile il ricorso alla soluzione elitaria del monomarca, ma negli ultimi anni si è assistito ad un ricorso indistinto e poco ragionato a tale soluzione distributiva da parte di brand anche molto diversi tra loro. Risulta importante a tale proposito riflettere su un'eventuale ristrutturazione della rete vendita sulla base di principi prettamente economici di efficacia ed efficienza, pur consapevoli della funzione prettamente di immagine di certe location e di certe soluzioni distributive.

E-COMMERCE. Nell'ambito di un'auspicabile rivisitazione del mix distributivo, si fa sempre più preponderante il ruolo di Internet; difficilmente si può prevedere un effetto di completo cannibalismo della Rete a discapito dei canali off line, ma sicuramente la tracciabilità del new medium in termini di redemption e la mancanza di costi fissi rappresentano un'imperdibile occasione di business per le imprese.

COMUNICAZIONE. Il settore fashion e in particolare il fashion di lusso basa il suo successo sull'immagine di marca e sui valori intangibili del brand, veicolati di norma attraverso i canali tradizionali off line dell'ADV, in particolare stampa e affissione. In tale contesto Internet è sempre rimasto sullo sfondo, ma la necessità di rivedere gli investimenti in tempo di crisi e la maggior vicinanza al mercato del new medium fa presagire un cambio di rotta tutto a vantaggio della Rete e dei nuovi strumenti Social.


A conclusione della prima giornata di convegno, una serie di citazioni famose tra cui, in particolare, ho apprezzato e condiviso la riflessione di Karl Lagerfeld:

"Tutta questa crisi sembra una gigantesca pulizia di primavera, sia fisica che moral".